Quest’anno mi è capitato di fotografare un matrimonio all’alpe Veglia e approfittando di questo mi son detto che sarebbe anche ora di dedicare qualche escursione fotografica a questo angolo di paradiso..
Io preferisco sempre il Devero per quantità di escursioni e di paesaggi fotografabili ma il Veglia dalla sua ha un grande pregio cioè Il turismo di massa non esiste come al Devero, qua solo arrivarci alla piana te lo devi guadagnare con una bella salita di 1/1.30 a piedi cosa che fa desistere molti (per fortuna).
A parte una toccata e fuga di inizio settembre, allora ero andato al lago Bianco in sopralluogo per il prossimo anno dove in programma c’è una due giorni fotografica su questo finire di ottobre mi son deciso, i colori autunnali si fanno vedere in modo deciso, una prima neve che è caduta la settimana prima, ci sono le condizioni per un tour fotografico che tocchi alcuni tra i luoghi più visitati.
Appena arrivato mi fermo a scattare sul ponte che attraversa il torrente, due inquadrature classiche ma con l’ausilio di un filtro ND1000 (ideale anche con  molta luce) e di cavalletto per scattare con la tecnica del motion blur.

Mi incammino e  piego a destra dell’alpe, mi ricordo di un enorme larice e più avanti una cascata impetuosa, e qui che avevamo portato gli sposi per le foto di rito.
Il monte Leone e la vegetazione tipicamente autunnale riempiono la vista di gioia e la vista della chiesetta è una chicca.

Qualche centinaio di metri più avanti  trovo la cascata questa estate era più corposa.

Riprendo il cammino devo andare dall’altra parte e trovo le indicazioni per il lago delle streghe e dopo circa 30 minuti lo raggiungo , davvero notevoli i colori , in controluce con il monte Leone sullo sfondo rende un sacco mi piace molto questa composizione.

Raggiungo anche il laghetto delle Fate e sul ritorno ancora qualche scatto, qua ne propongo due, il primo sono le sfumature sulla superficie gelata del laghetto, la seconda una visione di insieme:

Riprendo dopo le foto di rito il giro che mi ero prefissato e trovo un sentiero per Cianciavero senza abbassarmi di quota lo seguo al volo, la prossima destinazione sono le marmitte dei giganti che si trovano sul sentiero per il lago D’avino ma prima non posso non fermarmi a scattare la vista è grandiosa.

E dopo poco raggiungo il luogo , devo aspettare un po che la cascata vada in ombra cosi con il filtro Nd tutto diventa più facile, aspetto una mezz’ora e finalmente scatto.

Mentre salivo ho notato dei bei salti d’acqua che fa il torrente scendendo mi viene in mente un’idea malsana, cercare un guado e fotografarli con il Leone sullo sfondo, ma non è facile trovare un guado facile tanto che abbandono a malincuore l’idea, ma mentre scendo vedo un guado lo attraverso e risalgo il torrente fino ai salti d’acqua, fatica immane ravanare tra pietre viscide e versanti non proprio facili, ma arrivo al punto ed è tutto perfetto , l’acqua è in ombra mentre lo sfondo no.

Mentre scendo verso la piana mi viene in mente ancora una idea di quelle che vengono solo a me , quella di stare su ad aspettare il tramonto, mancano tre ore ancora e sono solo, nessuno con cui parlare per far passare il tempo, poi il fato vuole che il mio frontale è ko e decido di rimandare i tramonti all’alpe Veglia al prossimo anno, decisione saggia il cielo intanto quando sono arrivato alla macchina si è completamente chiuso e se fossi stato su ciao tramonto.

L’effetto seta dell’acqua in movimento si ottiene mettendo la fotocamera su cavalletto e mediante l’uso di un filtro ND (neutrale density) riusciamo a scattare con tempi che possono variare nell’ordine di pochi secondi fino a minuti, l’effetto che ne deriva è piacevole.

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