Fuochi artificiali

Alcuni consigli pratici dettati da un ventennio ormai di esperienza in questo genere di fotografia, potete applicarli tutti oppure qualcuno in parte, oppure usarli come punti di partenza per poi personalizzare un vostro metodo.
La regola più importante è quella di contestualizzare le vostre foto, non c’è peggior domanda di “belle foto, ma dove sono state fatte?“. In base al luogo studiatevi una posizione ben precisa che sappia inquadrare i fuochi d’artificio ma anche il pubblico ad esempio, oppure uno sfondo che caratterizzi la località di svolgimento. Inutile dire che per fare questa scelta bisogna recarsi sul posto qualche ora prima (addirittura dal pomeriggio) e attendere, questa regola vale anche per le postazioni più belle, se vi recate tardi sicuramente saranno già occupate.

Cascata del Toce Formazza.

Sempre per esperienza consiglio di usare un obiettivo grandangolare (io uso un 14mm), con questa ottica è sicuro che nella scena si avrà tutto anche i fuochi sparati dai mortai, le cosiddette bombe, così chiamate in linguaggio tecnico dagli operatori e sono quei fuochi che vanno altissimi, in pratica i teleobiettivi meglio lasciarli a casa, se mi piazzo in un punto di ripresa distante avrò nelle mie foto anche molta foschia o fumo amplificata dallo schiacciamento naturale dell”ottica. Più si sta vicini al luogo di svolgimento meglio è nel limite del possibile e della sicurezza..
Come scelta del formato, orizzontale o verticale, io prediligo il primo avendo lo scopo appunto del contesto.
La qualità dell’aria durante lo svolgimento risulta FONDAMENTALE per la buona riuscita finale, se soffia una leggera brezza sarete a metà dell”opera, al contrario l’aria stagnante è la nemica numero uno degli scatti, non sempre si può eliminare il fumo dopo in post-produzione. Se esiste questa condizione sul luogo degli spettacoli concentratevi sulla primissima parte dello spettacolo, quando il fumo è assente e sul finale, io addirittura non scatto proprio nella fase centrale.

Spettacolo ad Arona il temporale e il vento fortissimo ha arricchito tutto

Adesso che abbiamo descritto la fase preliminare entriamo nel tecnico, il cavalletto è fondamentale per la vostra fotocamera, andremo a scattare con tempi lunghi nell’ordine di secondi. Insieme al cavalletto vi consiglio di abbinare il cavo dello scatto remoto, serve per non rischiare di spostare o far vibrare la fotocamera, condizione obbligata.
Per le impostazioni, personalmente io uso questi parametri: ISO 200 , diaframma F11, il tempo di esposizione lo vario molto tra i 10 e, se le condizioni lo permettono, anche 20 secondi, per quest”ultimo valore è determinante il grado di foschia prodotta dai fumi. Se soffia una bella brezza posso tranquillamente lasciare aperto il mio otturatore anche 20 secondi, condizione non impossibile. Tenere presente che i fuochi non son mai nello stesso punto preciso, quindi gli accavallamenti della loro luce sono impossibili, e poi dobbiamo anche valutare i colori stessi, alcuni vengono tollerati molto coi tempi lunghi tipo i rossi o i verdi, altri no come i bianchi o i gialli.
E impossibile da spiegare quale sia il giusto tempo di scatto, col tempo imparerete sicuramente anche voi farne tesoro. Come con tutti i generi fotografici agli inizi saranno delusioni ma con l’esperienza personale e molto cervello scompariranno anche gli errori.
Qualche istante prima che inizi lo spettacolo fate una bella fotografia della scena, servirà eventualmente da usare poi in post-produzione tramite una maschera di livello in PS per togliere il troppo fumo (se ci sarà).
Mi son dimenticato di dire di scattare sempre in modalità RAW, ma è una cosa talmente elementare nella fotografia digitale che la do per scontata sempre.

Omegna San vito

Una volta davanti al pc apriremo le foto in PS, in camera raw i parametri che imposto sono i seguenti: la temperatura di colore piuttosto tendente al freddo, viceversa accentua il fumo. Ombre -50, alzo un tantino anche i neri come ho fatto per ombre, si alza anche la chiarezza un poco così come la saturazione, questo per compensare i neri e le ombre. Dopo ognuno elabori le proprie foto secondo il personale gusto tenendo presente di lasciare ogni scena simile alla realtà. Se il fumo è troppo evidente andremo ad aprire la nostra foto “sfondo” che abbiamo fatto , creeremo un livello in sovrapposizione e una maschera ed inizieremo a spennellare le zone troppo fastidiose, ci vuole molta pazienza in questo ma, se ne vale la pena, avremo nel risultato finale una bella fotografia. Mi ostino molto sul fattore fumo nelle fotografie ai fuochi pirotecnici, ma sono dell’idea che se non c’è è sempre meglio, gusto personale. Ultima cosa che sottolineo è che in foto sono molto più belli che dal vivo, questo perchè durante la visione diretta difficilmente si vedranno insieme due o più sequenze, mentre in foto mediante le esposizioni lunghe questo è possibile.

Vette d’artificio 2019
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