Il disgelo

E’ senza dubbio una fase interessantissima questa del disgelo in ambiente alpino quando la neve si trasforma in acqua e lascia il posto alla primavera con i suoi colori e fiori. Per esigenze personali il disgelo quest’anno non lo posso assolutamente perdere all’alpe Devero a costo di salirci tutti i giorni.
E’ un po più complicato del solito per via del freddo che si sta protraendo da mesi, tante le escursioni fotografiche per nulla o quasi, è una stagione anomala dove il corso normale della natura è in ritardo almeno di un paio di settimane, il caldo in questi primi giorni di maggio non arriva proprio.
Si comincia con le escursioni in val Buscagna che con il torrente omonimo e il lago Nero sono i primi a sciogliersi ma il freddo continua a farsi sentire ogni volta che si sale un vento gelido accompagna le escursioni, la neve è ancora abbondante e la situazione è sempre complicata.

Il torrente Buscagna ancora sommerso di neve

Le immagini e i timelapse prodotti sono spettacolari non vi è dubbio e cercando punti insoliti si riesce a stupire con le inquadrature prodotte, nella foto che segue sono sceso nel torrente a circa un mese dopo lo scatto della foto sopra e non c’è quella gran differenza il disgelo tarda a venire anche se siamo a fine maggio ormai.

Sempre il torrente Buscagna un mesi dopo dalla prima foto sopra.

Nella valle Buscagna troneggia in tutta la sua bellezza il lago Nero chiamato così per il colore delle sue acque, è un piccolo tipico laghetto alpino incastonato tra i larici, famosissimo a livello fotografico per i riflessi dell’ambiente circostante è un bacino quasi effimero che nel corso dell’estate piano piano si asciuga per trasformarsi in autunno a praticamente una pozza qua siamo a circa 2.000 metri di altezza. Il disgelo di questo piccolo laghetto è sempre spettacolare, io prediligo sempre l’inizio del disgelo con le prime macchie di acqua che compaiono dal nulla dalla neve.

Il lago Nero al disgelo

Nel corso del mese di maggio sono state numerosissime le uscite fotografiche sia in valle Buscagna che a Codelago, l’enorme bacino artificiale che si trova dopo Crampiolo sull’alta via dell’Arbola costeggiandolo sulla sua sinistra e della Formazza costeggiandolo sulla sua destra. Ogni volta si saliva da una parte e si andava dall’altra o viceversa, non sono proprio a tiro di schioppo i due laghi e con la neve presente è stato un bel ravanare faticoso, calcolando che mi porto appresso tutta l’attrezzatura per fare riprese in timelapse.

Il lago di Codelago al disgelo e un gioco di nuvole fantastico

Anche in questo lago dunque le uscite fotografiche sono state parecchie nel mese di maggio anche se a differenza del lago Nero e complice un rialzo deciso delle temperature negli ultimi dieci giorni del mese hanno di fatto accelerato il processo dello scioglimento in modo notevole che a starci dietro fotograficamente ha richiesto molte più uscite , praticamente tutti i giorni.

Codelago, il disgelo è spettacolare

Anche in questo lago i punti di ripresa non sono molti, i più gettonati sono il punto di ripresa della foto sopra e anche dall’altra parte del lago dove per arrivarci si attraversa la diga salendo poi il sentiero che parte sopra la casa dei guardiani e ci si reca nell’altro ramo del bacino, anche qui è molto spettacolare impreziosito dalla vetta del monte Arbola.

Disgelo ormai avanzato a Codelago con Arbola sullo sfondo.

Per completare tutto mi serve ancora una prospettiva insolita così decido di inoltrarmi sul sentiero della sponda sinistra quello che porta dritto in fondo al lago e a Piamboglio dopo. Lo costeggio fino a metà per poi scendere verso la riva e una volta arrivato qua vedo con sorpresa che il disgelo è molto più avanti del previsto, ma non sono arrivato troppo tardi anzi sono arrivato in tempo per fare una bella sequenza in timelapse, il vento gelido fa correre veloci gli iceberg sul lago dando dinamismo alla scena finale.

Gli iceberg che corrono veloci sul lago

Anche il mese di maggio se ne andato e con esso il disgelo, lo scorso anno mi ricordo che il giorno 23 sempre di maggio ero salito al lago Nero e neve non c’era più ma quest’anno siamo in ritardo di almeno un paio di settimane, ma le sequenze timalpsate le ho messe in cascina e sono contento così anche se manca ancora un tassello che più che esigenza ma per sfizio personale manca, andare all’alpe Sangiatto a vedere i suoi due laghetti come son messi.
Cosi il mese di giugno inizia con un’escursione proprio qua, sempre tanta troppa neve per strada anche se ormai si scioglie a vista d’occhio. Una volta giunti al primo lago noto subito che qua ormai è finito tutto, costeggio il lago e quello che noto sulla sua riva sono centinaia di rospi , stagione degli accoppiamenti in corso. Ma una volta raggiunto il secondo lago qua siamo in piena fase di disgelo, ne approfitto per farci una sequenza che servirà più per documentare che per esigenze di filmato.

Il laghetto di Sangiatto superiore.

Il disgelo ormai è concluso, nelle mie scene non sono presenti albe o tramonti volutamente, perchè poi nel filmato finale che produrrò a fine anno si finisce che ve ne sono troppi e secondo me non va bene, ho voluto documentare quello che avviene alla luce del sole e le sorprese non sono mancate.
Prossimo step le classiche fioriture di stagione man mano che arrivano, il tempo e la costanza non mancano.

Fioritura di Crocus a Crampiolo
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