Prima uscita al Devero

Ed eccoci alla prima uscita all’alpe Devero, credo sia la prima di tantissime che mi vedranno impegnato nell’anno appena iniziato, c’è da riempire di sequenze in time lapse la sezione invernale e poi la primavera. Per le restanti stagioni è tutto da vedere, di certo ci saranno sequenze molto lunghe di ripresa se mi prima mi limitavo al massimo alle tre ore di ripresa queste nuove che andrò a fare saranno ancora più lunghe.
Mentre si sale in auto dopo la galleria l’occhio non può non notare l’imponente cascata del Rio Inferno completamente ghiacciata o quasi, decido di fare la prima sosta e per raggiungere il punto di ripresa nella foto sopra devo mettermi le ciaspole sennò non ci arrivo proprio. Una volta raggiunto il punto di ripresa mi accorgo che le goccioline minuscole finiscono sulla lente dell’obiettivo vanificando tutta la ripresa, cosi tra uno scatto e l’altro (appena 7 secondi) mi tocca rimuoverle delicatamente ed è un lavoraccio. Tanta faticaccia ma ne è valsa la pena vedendo il risultato finale.

Ma è tempo di salire, la giornata è di quelle terse e non è che sia il massimo per le riprese, per dare dinamicità alle scene occorreranno punti di ripresa interessanti e situazioni inusuali. S i arriva a Corte D’Ardui si decide di salire all’alpe Sangiatto.
Con i due laghetti sotto il manto nevoso è ancora più complicato catturare sequenze interessanti in questa giornata dal cielo terso ma ci proviamo lo stesso.
Appena arrivati all’alpeggio individuo un punto sopra elevato sulla neve che gode di un ottima vista sul gruppo Cistella Diei e sul gruppo del Cornera, inoltre in primo piano i mucchi e i solchi della neve dovrebbero rendere la scena più dinamica considerando che riprendo con il carrello motorizzato e già il movimento in se è una buona partenza. Il risultato è l’immagine sotto:

Si sale ancora verso il laghetto superiore (sempre sepolto di neve), il sentiero invernale non è lo stesso di quello estivo così come i panorami e una volta arrivato su è sempre più dura trovare qualcosa di interessante. Individuo però delle increspature nella neve provocate dalla erosione del vento, se riprese nel verso giusto possono essere interessanti e così faccio, piazzo il carrello e mi concentro nel primo piano con le linee delle increspature, a fare da cornice il monte Cobernas e sullo sfondo imponente la vetta dell’Arbola. Vi assicuro che il risultato in movimento sopra le piccole increspature è sorprendente e noto dalle immagini che la parte di cielo è perfettamente limpida esente da fastidiose macchioline tipiche di sensore sporco della fotocamera. Sono soddisfatto ancora di più visto che la pulizia la faccio io.

E’ tempo di scendere ormai, mentre salivo mi ero ripromesso di guardare bene una location, il pontino sul piccolo rio che si trova sul raccordo tra il sentiero e la strada dell’alpeggio, lo raggiungo e qua almeno un paio di elementi dinamici ci sono oltre al movimento del carrello con sopra la fotocamera, uno è l’acqua che scorre e decido di mettere in primo piano un pozza, l’altro è l’ombra dei larici che impiegando del tempo nella ripresa si vedrà muoversi di lato. Il risultato è nella foto sotto.

Io anche oggi sono soddisfatto, ancora una volta pensare in modalità time lapse è diverso che pensare alla singola foto e naturalmente viceversa. Oggi è stato un esempio lampante in una giornata fotograficamente non interessante per le riprese in time lapse invece lo è stato, certo ci si deve scervellare un poco ma fa parte del mestiere e con un poco di esperienza ci si ingegna.

Fermo restando che è stata una giornata meravigliosa di sole da godere nella natura.

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